I Millennials e la Generazione Z: tutti analfabeti digitali

Generazione Z - analfabeti digitali

Descrivere il profilo della nuova generazione di oggi con l’etichetta di “nativi digitali” è stato un grande abbaglio. Con questa definizione abbiamo voluto vedere nei giovani solo quell’improvvisa accelerazione e intuizione davanti ad un display, ma non abbiamo visto, ad esempio, la reale incompetenza nell’utilizzo della tecnologia in maniera sicura ed efficace e soprattutto l’incompletezza delle informazioni tecnologiche.

È vero che i giovani hanno uno stile di vita digitale, ma è altrettanto vero che non conoscono a pieno gli strumenti e soprattutto hanno un sistema di apprendimento passivo.

A rivelarlo è un sondaggio universitario che proviene dall’America dove la “Computer International and Information Literacy Study” (ICILS) denuncia il fatto che il 17% degli studenti dai 15 ai 19 anni non raggiunge il livello minimo di competenze digitali e solo il 2% ha un livello che può essere considerato “alto”.

Pare che i giovani acquisiscano le competenze digitali di cui hanno bisogno senza una formale istruzione e formazione, e quello che rende il tutto ancora più grave, è la discrepanza tra l’autovalutazione e la conoscenza reale delle competenze informatiche.

In sintesi sono “analfabeti” digitali ma non sanno di esserlo.

Il termine “nativo digitale” inoltre ci suggerisce falsamente come i giovani intuitivamente sappiano usare le tecnologie digitali. In realtà significa solo essere nati in un certo contesto iper-tecnologico, ma non significa per questo essere dotato di competenze pre-installate.

Il consiglio della “Computer International and Information Literacy Study” è quello di stimolare i ragazzi alla curiosità, instillare in loro la necessità di comprendere il sistema e i processi che regolano il mondo immateriale della vita online.

Occorre educarli ad un utilizzo consapevole dello strumento e soprattutto fornirgli una formazione attiva che vada a contrastare quella passiva con la quale oggi subiscono i nuovi mezzi di comunicazione.

Perché una cosa è certa. Non basta saper utilizzare funzioni avanzate di comunicazione, bisogna capirne il perché.

 

 

 

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